Pinocchio: Marcello Dudovich (1918) - "Zenit" II Serie


Pinocchio "Zenit" Serie II - Anno 1918
Illustratore: Marcello Dudovich (1878-1962)
Edizioni d'Arte F. Polenghi e C. Torino
Serie completa di 6 cartoline, dimensione cm. 14 x 9 non viaggiate e scritte.
Fa parte della collezione Rames Gaiba  
 

Serie IIª - N. 1
 
È Pinocchio innamorato
come un gatto di Lelè
ohe lo sgrida ognor perché
il soldato non vuol far.
 
 
Serie IIª - N. 2
 
Disperato, il poverino
piange e implora un po' d'amor:
sarà vano il suo dolor
se alla guerra ei non andrà!...

Serie IIª - N. 3
 
Vinto alfine dallo scorno
si decide a dir di sì:
va, s'arruola lì per lì
e un bel bacio in premio ottien.  
 
 
Serie IIª - N. 4
 
Lieto e fier, per ogni canto,
a chi udito ancor non l'ha,
a recar l'annunzio va
della grande decision.
 

Serie IIª - N. 5
 
Non è ancor passato un giorno
e un perfetto bersaglier
fa il suo ingresso nel quartier,
fra gli evviva! e fra gli urrah! 




Serie IIª - N. 6
 
Presto parte..... e della bella
per frenar la commozion
le promette con passion
di tornare vincitor!...


Marcello Dudovich


Marcello Dudovich (Trieste, 21 marzo 1878 – Milano, 31 marzo 1962) è stato un pittore e cartellonista pubblicitario italiano.
Da Trieste si trasferisce a Milano nel 1898, dopo aver fatto le scuole "Reali", istituto d’arte... professionale. Viene assunto come litografo alle Officine Ricordi. Notato dal famoso cartellonista Leopoldo Metlicovitz, viene incaricato di realizzare bozzetti per la pubblicità.
Trasferitosi a Bologna inizia a creare cartelloni pubblicitari, copertine ed illustrazioni per varie riviste (Italia Ride nel 1900 e Fantasio nel 1902), Qui incontra Elisa Bucchi, futura moglie.
All'Esposizione Universale di Parigi del 1900 viene premiato con la Medaglia d'Oro.
Ritorna a Milano alle Officine Grafiche Ricordi nel 1905 per creare nuovi manifesti, tra i più famosi quelli per i magazzini Mele di Napoli e per Borsalino, premiato nel 1911.
Nel 1906 per la celebrazione, il Traforo del Sempione indice un concorso che Dudovich vince, ma il manifesto non verrà stampato.
Nel 1911 è chiamato a Monaco di Baviera (1911), dove sostituisce Reznicek come disegnatore nella redazione di Simplicissimus periodico di satira politica e sociale. Qui sposa Elisa Bucchi, conosciuta durante il soggiorno a Bologna.
A Torino, tra il 1917 ed 1919, crea per il cinema diversi cartelloni e lavora per varie aziende (Carpano, Fiat, Pirelli, Alfa Romeo e le Assicurazioni Generali).
Per La Rinascente di Milano realizza diversi manifesti (tra il 1920 e il 1929) e nel 1922 viene nominato direttore artistico dell'Igap.
Nel 1930 disegna il celebre manifesto per i copertoni Pirelli. Dopo la Prima Guerra Mondiale lascia un po’ da parte l’attività pubblicitaria e si dedica alla pittura.
Muore il 31 marzo 1962 a Milano per emorragia cerebrale.



Rames Gaiba

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