Tibi incontra Pinocchio - “Tibi e Tàscia” di Saverio Strati


Grazie a Saverio Strati, don Michelino il signorino fa incontrare al suo giovane amico Tibi-Tiberio il libro di Pinocchio.





«... L'hai letto Pinocchio? Ti è piaciuto?»
«Pinocchio? Chi è Pinocchio?» fece Tibi, e guardava il signorino a bocca spalancata.
«Non hai mai letto libri per ragazzi?» gli disse don Michelino, meravigliato che Tibi non conosceva Pinocchio.
«Io so leggere appena appena, eppoi non ho libri» disse Tibi, ed abbassò gli occhi in terra. Ora desiderava essere solo. Don Michelino col suo sapere lo soffocava, lo annientava. Che cos'era Pinocchio? Il mondo diventava più grande nell'immaginazione di Tibi, più misterioso, più difficile; egli era incapace di conoscerlo e di capirlo. [...]
Né ora pensava a Pinocchio...  [...]

Don Michelino ad un tratto mise una mano sulle spalle di Tibi e gli disse:
«Se vuoi leggere Pinocchio, poi te lo darò».
A queste parole, la malinconia che Tibi aveva e il malumore gli volarono via
 come il fumo di un fiammifero che si spegne. Tibi guardò il signorino ed ardì:
«E Pinocchio è un libro per ragazzi?»
«Un bellissimo libro per ragazzi» gli disse don Michelino. «Io l'ho letto più di dieci volte... Lo so quasi tutto a memoria» e gli raccontò le fantastiche avventure del famoso burattino.
Tibi ascoltava a bocca aperta, e già la sua fantasia s'era messa in moto, vagava per mondi meravigliosi e fantastici. Quando don Michelino ebbe finito, gli disse, senza timidezza, stavolta:
«E me lo fate leggere davvero, signorino?»«Te l'ho promesso io stesso». [...]
«Oggi non ho studiato» e si alzò ed andò a sedersi alla scrivania. Da una pila di libri, ne prese uno dalla copertina lucida e rossa. «Vedi?» disse a Tibi, e gli mostrò il libro. «Quest'è Pinocchio. Se poi lo vorrai leggere... Prendilo!»
Tibi prese il libro, lo girò e rigirò tra le mani, poi l'aprì e prese a sillabare, mentalmente, la prima parola che gli cadde sotto gli occhi. «Dammelo: ti leggo una pagina» gli disse don Michelino, e gli prese il libro di mano e lesse la prima pagina speditamente, scandendo con chiarezza le parole e facendo le dovute pause ad ogni virgola e ad ogni punto.
Tibi seguiva trasognato.
 “Se sapessi leggere come te!” si disse.
 
«Leggi tu!» gli disse don Michelino, all'improvviso, interrompendo la lettura; e gli porse il libro.
Tibi arrossì sino alla radice dei capelli, poi diventò bianco. Tremò, abbassando gli occhi, balbettò:
«No... no... non so, io non so!» e si passò una mano sulla fronte, giacché si sentiva tutto bagnato di sudore.
Don Michelino sorrise di quest'impaccio di Tibi; ma insistette: «Leggi, su!»
Tibi scosse la testa, si scostò perfino dalla scrivania. Ché le parole stampate, don Michelino presente, diventavano come delle vipere... [...]

Tibi, rimasto solo un'altra volta, prese Pinocchio in mano, l'aprì e vi lesse la prima riga della prima pagina. Ci mise più di dieci minuti per sillabarla... Povero lui! Non sapeva leggere, non capiva niente. Ché il significato di quelle parole era oscuro... [...]

«Leggeremo Pinocchio insieme e tu mi racconterai delle storie popolari... Ne sai?»
Tibi gli disse di sì, che ne sapeva, guardandolo negli occhi. [...]

Anche quel giorno fu zeppo di cose nuove e memorabile, per Tibi, che stette sino a tardi al palazzo, e s'incominciava a sentire a suo agio, e raccontò a don Michelino delle fiabe e gli recitò delle poesie dialettali. Don Michelino gli raccontò alcune storie di libri e, la sera, quando Tibi stava per andare via, gli diede Pinocchio.



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Saverio Strati
Tibi e Tàscia
Ed. Gangemi, 2007   

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