Comitato Nazionale Monumento Pinocchio - cartoline 1952 Roberto Lemmi


Illustratore Roberto Lemmiemesse nel 1952 dal Comitato Nazionale Monumento a Pinocchio per il concorso del 1954 - timbrate Firenze 26-6-54

N° 6 cartoline di una serie completa,
cm. 14.6 x 10.8

Esemplari completi di gettone applicato al verso e indispensabile per la partecipazione al concorso
Comitato Nazionale Monumento a Pinocchio in collaborazione con l'Associazione Nazionale Tubercolotici di Guerra.

Riprende la serie di disegni fatti da Lemmi su tempera su carta, cm. 32.5 x 25 











 






























Tibi incontra Pinocchio - “Tibi e Tàscia” di Saverio Strati


Grazie a Saverio Strati, don Michelino il signorino fa incontrare al suo giovane amico Tibi-Tiberio il libro di Pinocchio.





«... L'hai letto Pinocchio? Ti è piaciuto?»
«Pinocchio? Chi è Pinocchio?» fece Tibi, e guardava il signorino a bocca spalancata.
«Non hai mai letto libri per ragazzi?» gli disse don Michelino, meravigliato che Tibi non conosceva Pinocchio.
«Io so leggere appena appena, eppoi non ho libri» disse Tibi, ed abbassò gli occhi in terra. Ora desiderava essere solo. Don Michelino col suo sapere lo soffocava, lo annientava. Che cos'era Pinocchio? Il mondo diventava più grande nell'immaginazione di Tibi, più misterioso, più difficile; egli era incapace di conoscerlo e di capirlo. [...]
Né ora pensava a Pinocchio...  [...]

Don Michelino ad un tratto mise una mano sulle spalle di Tibi e gli disse:
«Se vuoi leggere Pinocchio, poi te lo darò».
A queste parole, la malinconia che Tibi aveva e il malumore gli volarono via
 come il fumo di un fiammifero che si spegne. Tibi guardò il signorino ed ardì:
«E Pinocchio è un libro per ragazzi?»
«Un bellissimo libro per ragazzi» gli disse don Michelino. «Io l'ho letto più di dieci volte... Lo so quasi tutto a memoria» e gli raccontò le fantastiche avventure del famoso burattino.
Tibi ascoltava a bocca aperta, e già la sua fantasia s'era messa in moto, vagava per mondi meravigliosi e fantastici. Quando don Michelino ebbe finito, gli disse, senza timidezza, stavolta:
«E me lo fate leggere davvero, signorino?»«Te l'ho promesso io stesso». [...]
«Oggi non ho studiato» e si alzò ed andò a sedersi alla scrivania. Da una pila di libri, ne prese uno dalla copertina lucida e rossa. «Vedi?» disse a Tibi, e gli mostrò il libro. «Quest'è Pinocchio. Se poi lo vorrai leggere... Prendilo!»
Tibi prese il libro, lo girò e rigirò tra le mani, poi l'aprì e prese a sillabare, mentalmente, la prima parola che gli cadde sotto gli occhi. «Dammelo: ti leggo una pagina» gli disse don Michelino, e gli prese il libro di mano e lesse la prima pagina speditamente, scandendo con chiarezza le parole e facendo le dovute pause ad ogni virgola e ad ogni punto.
Tibi seguiva trasognato.
 “Se sapessi leggere come te!” si disse.
 
«Leggi tu!» gli disse don Michelino, all'improvviso, interrompendo la lettura; e gli porse il libro.
Tibi arrossì sino alla radice dei capelli, poi diventò bianco. Tremò, abbassando gli occhi, balbettò:
«No... no... non so, io non so!» e si passò una mano sulla fronte, giacché si sentiva tutto bagnato di sudore.
Don Michelino sorrise di quest'impaccio di Tibi; ma insistette: «Leggi, su!»
Tibi scosse la testa, si scostò perfino dalla scrivania. Ché le parole stampate, don Michelino presente, diventavano come delle vipere... [...]

Tibi, rimasto solo un'altra volta, prese Pinocchio in mano, l'aprì e vi lesse la prima riga della prima pagina. Ci mise più di dieci minuti per sillabarla... Povero lui! Non sapeva leggere, non capiva niente. Ché il significato di quelle parole era oscuro... [...]

«Leggeremo Pinocchio insieme e tu mi racconterai delle storie popolari... Ne sai?»
Tibi gli disse di sì, che ne sapeva, guardandolo negli occhi. [...]

Anche quel giorno fu zeppo di cose nuove e memorabile, per Tibi, che stette sino a tardi al palazzo, e s'incominciava a sentire a suo agio, e raccontò a don Michelino delle fiabe e gli recitò delle poesie dialettali. Don Michelino gli raccontò alcune storie di libri e, la sera, quando Tibi stava per andare via, gli diede Pinocchio.



-----
Saverio Strati
Tibi e Tàscia
Ed. Gangemi, 2007   

PINOCCHIO VISTO DA UMBERTO ECO




“Fremevo di fronte a una bella edizione di Pinocchio, illustrata da Mussino nel 1911, dalle pagine slabbrate e macchiate di caffellatte. Tutti sanno che cosa racconta Pinocchio, di Pinocchio mi era rimasta una immagine gaiamente fiabesca, e chissà quante volte l'avrò raccontato ai nipotini tenendoli allegri, eppure ho provato un brivido di fronte a illustrazioni terrificanti, giocate su due soli colori, giallo e nero o verde e nero, che nelle loro volute liberty mi assalivano con la barba fluviale di Mangiafuoco, con gli inquietanti capelli turchini della fata, con le visioni notturne degli Assassini o con il rictus del Pescatore Verde. Mi sono forse rannicchiato sotto alle coperte, le notti di temporale, dopo aver guardato quel Pinocchio?”

da: Umberto Eco, La misteriosa fiamma della regina Loana, Ed. Bompiani, 2004, pp. 134-137

Pinocchio - Confidenze di Hitler, di Hermann Rauschning


Ristampa anastatica del libro edito clandestinamente nel 1944
di HERMANN RAUSCHNING - CONFIDENZE DI HITLER

un libro antinazista e antifascista scritto tra il 1932 e il 1934, stampato nel 1939 in molte lingue contemporaneamente, ma non in italiano. In veste italiana è pubblicato, appunto, nel 1944 tradotto e stampato e venduto clandestinamente nel 1944-1945

Il libro è conosciuto come Pinocchio, in quanto veniva mascherato con la sovraccoperta della famosa opera di Collodi.

Le xilografie delle copertine sono dello scultore Amleto Sartori, arrestato e torturato dalle S.S. di palazzo Giusti.





La presente ristampata delle Edizioni ERRECI di Padova del febbraio 1974, composta di XXVII + 285 pagine, è una edizione fuori commercio, stampata in poche copie, e si deve al contributo della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo,
«adempiendo ad un servizio storico e civico, rievocando degnamente il trentesimo anniversario di una esemplare coalizione morale di spiriti generosi e insieme additando alla riflessione ed imitazione nostra e di tutti un'autentica coraggiosa lezione di libertà.»
E la scheda editoriale, che qui subito segue (pure anastaticamente riprodotta), ce lo annota assieme a quanti rischiosamente contribuirono all'uscita di un'edizione che tutti assieme consapevolmente realizzarono e vollero in quel momento come paradigmatica testimonianza di resistenza morale e politica ad un tempo.











 


Vamba rende omaggio a Collodi (Il giornalino della Domenica) 1906

 
 

Il 24 giugno 1906, sotto la direzione di Vamba (Luigi Bertelli) e per i tipi di Bemporad, aveva visto la luce a Firenze «Il giornalino della Domenica», settimanale illustrato per ragazzi, che «farà di tutto per contentare tutti; e a me, indegnamente chiamato a fondarlo e a dirigerlo, dànno affidamento di buona riuscita i geniali artisti e gli scrittori e le scrittici che più godono meritata fama nel pubblico italiano, e che vollero con squisita bontà promettermi il loro valido aiuto».

Pubblico l'articolo apparso nel Anno I - N° 23 del 25 Novembre 1906
il cui numero della rivista fa parte della collezione Rames Gaiba.

Buona lettura!




Qua voi tutti, ragazzi che avete riso e pianto sugli episodi comici o tristi dei personaggi che Collodi creava e faceva vivere per voi, qua, ragazzi intorno a Lui, a festeggiare lo scrittore diletto, oggi ch'è la sua festa.
Noi, per festeggiarlo, abbiamo voluto che questo numero del Giornalino della Domenica fosse specialmente a Lui dedicato; abbiamo pregato il fratello suo, Ippolito Lorenzini, di evocare i lontani anni dell'infanzia e i teneri ricordi familiari; e ciascun di noi ha offerto alla cara memoria di Collodi un fiore nel quale  è ancora un po' di profumo della nostra innocenza perduta. Ma voi, ragazzi, facendoci corona in questa buona intenzione che ci muove, sarete della festa l'ornamento migliore e a Lui più gradito; e le darete la gaiezza sana e vivace de' vostri colori e la freschezza fragrante delle vostre piccole anime ingenue che si schiudono all'amore di tutto ciò che è buono e bello.
Ed Egli sorriderà nella sua faccia aperta e gioviale, del sorriso che illuminava i suoi limpidi occhi sereni quando, scrivendo per voi, prevedeva il sorriso nei vostri intenti alla preferita lettura.
Egli ebbe le virtù migliori per interessarvi e per commuovervi. Fi soldato della Patria nei tempi eroici del suo risorgimento e voi ammirate gli uomini coraggiosi, che si battono contro i sopraffattori; egli aveva l'anima piena di sentimenti delicati e squisiti (quell'anima che gli suggerì di dare tutta la sua opera di scrittore al nome del paese della sua mamma a Collodi), e a voi, ragazzi, avvolti nelle tutelatrici tenerezze materne, la gentilezza piace; egli era, sebbene illustre, un modesto uomo alla buona, e voi vi stringete subito di sviscerata amicizia con chi non ostenta alla vostra presenza la superiorità della propria statura.
Egli vi amò molto, ed è naturale che voi molto amiate lui. Vi amò e vi capì; e nei personaggi dei suoi libri, che ancor sono de' migliori nella letteratura a voi dedicata, seppe ritrarvi vivi e parlanti, con tutte le vostre qualità buone e cattive, senza calunniarvi e senza adularvi, non dipingendovi né tutti angioli né tutti diavoli, ma raffigurandovi nella vita quali siete.
Egli non vi faceva prediche: le aveva a noia come le avete a noia voialtri; ma vi sapeva presentare con grande ed efficace semplicità, sempre in contrasto fra loro, il bene e il male, in modo da entusiasmarvi per l'uno e scandalizzarvi dell'altro, ma divertendovi sempre, non fugando mai dal vostro volto il sorriso, ch' è la cosa più bella e più buona che avete.
Qui, dunque, ragazzi, intorno al buon Collodi che vi volle tanto bene e al quale volete tanto bene e festeggiatelo, chè è oggi la festa sua; e possiate ancora per molti anni deliziarvi nella gioconda lettura di Pinocchio, piangendo e ridendo ai casi di un burattino che in fine diventa un uomo.
Verrà purtroppo, cari ragazzi miei, il tempo in cui dovrete piangere e ridere ai casi di molti uomini che diventano burattini.
 



Vamba        




 
 
  

PINOCCHIO: i fumetti della casa editrice Nerbini

I PERIODICI
“Il giornale dei ragazzi italiani” è diretto da Collodi Nipote (Paolo Lorenzini), il cui nome compare nella testata dalla caratteristica scritta rossa su fondo giallo con sulla sinistra l’immagine di Pinocchio. Esce a dodici pagine e costa centesimi 40 (passa a otto pagine dal n. 19 del 18 settembre 1938 e costa centesimi 25). Fumetti in bianco/nero e colori; 34x26 cm. – Settimanale. I testi sono di Collodi Nipote; disegni di Giorgio Scudellari.

Pinocchio in Somarilandia (MAG-1938)
Pinocchio alla Mecca (GIU-1938)
Pinocchio nel Far-West (AGO-1938)
Pinocchio pescatore di perle (AGO- 1938)
Pinocchio divo del cinema (NOV-1938)


GLI ALBI
Pinocchio fu riadattato per i fumetti prima da Carlo Cossio, che lo presentò sul settimanale “Pinocchio” e in seguito da Giorgio Scudellari che, su testi di Paolo Lorenzini, continuò a farne uscire le comiche avventure sui giornalini nerbiniani.

La prima serie presentata (quella anteguerra) è composta da due parti. La prima è costituita da dodici racconti, numerati in 4a di copertina , pubblicati solo in forma di albo con vignette in bianco e nero; 19,5x27,5 – 28 – 28,5cm. – Settimanale e una periodicità quindicinale. I disegni sono tutti di Giorgio Scandellari eccetto quelli di “Pinocchio ferroviere”, che risultano essere di mano di Mario Tempesti. Le vivacissime copertine sono sempre dello Scudellari e tutti i fascicoli si presentano sempre con la stessa veste tipografica, lo stesso numero di pagine (16) e lo stesso prezzo di 80 centesimi.

I due fascicoli “Albi Grandi Avventure” ** hanno una dimensione di 21,5x31,5 – Prezzo di copertina Lire 3.

Pinocchio al mare (OTT-1937) Nr. 1 del 17 ottobre 1937 - XV anno fascista


 
Pinocchio va a caccia (OTT-1937) Nr. 2 del 31 ottobre 1937 - XV anno fascista
Pinocchio nella luna (NOV-1937) * Nr. 3 del 14 novembre 1937


Pinocchio ferroviere (NOV-1937) Nr. 4 del 30 novembre 1937


Pinocchio sciatore (DIC-1937) * Nr. 6 del 26 dicembre 1937
Pinocchio corsaro (DIC-1937)
Pinocchio e la Befana (GEN-1938) Nr. 7


Pinocchio esploratore (GEN-1938)
Pinocchio nell’Alaska (FEB-1938) Nr. 9 del 1 febbraio 1938
Pinocchio in maschera (FEB-1938)
Pinocchio in Cina (MAR-1938)
Pinocchio poliziotto (MAR-1938)
Pinocchio ‘900 (LUG-1938)
Pinocchio alla Mecca (AGO-1938)
Pinocchio in Somarilandia (AGO-1938)
Pinocchio e la fanciulla del West (SET-1938)
Pinocchio pescatore di perle (OTT-1938)
Pinocchio divo del cinema (DIC-1938)

Pinocchio sciatore (DIC-1943) ** (Albi Grandi Avventure - n° 24)
Pinocchio nella luna (GEN-1944) ** (Albi Grandi Avventure – n° 27)


I PICCOLISSIMI ALBI NERBINI
Gli albi, formato a striscia, sono costituiti da 36 pagine e presentano illustrazioni in bianco e nero e copertina a colori; 7x16 cm. – Il prezzo è di Lire 10

La collezione non è datata e si può far risalire al 1948. Le illustrazioni, dove non sotto indicato, sono di Giorgio Scudellari. La numerazione relativa a Pinocchio non è progressiva perché alcuni numeri non riguardono Pinocchio.

N. 1 – Pinocchio nella luna
N. 2 – Pinocchio ferroviere
N. 3 – Pinocchio a caccia
N. 4 – Pinocchio esploratore
N. 5 – Pinocchio sciatore 

N. 9 – Pinocchio alla Mecca
N. 10 – Pinocchio e i due ladroni 
 
N. 11 – Pinocchio al mare


N. 13 - Pinocchio in Somarilandia



N. 14 – Pinocchio nell’oasi di Bubussa
N. 15 – Pinocchio nel Far West
N. 16 – Pinocchio e il Bandito Lupo Giallo
N. 17 – Pinocchio pescatore di perle
N. 18 – Pinocchio contro i pirati
N. 19 – Pinocchio divo del cinema
N. 20 – Pinocchio a Sing-Sing
N. 21 – Pinocchio nella Grande Metropoli

N. 22 – Pinocchio milionario
N. 23 – Pinocchio spazzacamino
N. 24 – Pinocchio Robinson



N. 29 – Pinocchio ciclista – disegni di Bibi
N. 30 – Pinocchio aviatore – disegni di Bibi
N. 37 – Pinocchio boxeur – disegni di Cifa
N. 38 – Pinocchio a scuola – disegni di G. Lani
N. 40 – Pinocchio al circo – disegni di Cifa
N. 42 – Pinocchio e Fifì


----
ULTIMA MODIFICA / AGGIUNTA: 31 Maggio 2015


© Riproduzione riservata

Pinocchio: Marcello Dudovich (1918) - "Zenit" II Serie


Pinocchio "Zenit" Serie II - Anno 1918
Illustratore: Marcello Dudovich (1878-1962)
Edizioni d'Arte F. Polenghi e C. Torino
Serie completa di 6 cartoline, dimensione cm. 14 x 9 non viaggiate e scritte.
Fa parte della collezione Rames Gaiba  
 

Serie IIª - N. 1
 
È Pinocchio innamorato
come un gatto di Lelè
ohe lo sgrida ognor perché
il soldato non vuol far.
 
 
Serie IIª - N. 2
 
Disperato, il poverino
piange e implora un po' d'amor:
sarà vano il suo dolor
se alla guerra ei non andrà!...

Serie IIª - N. 3
 
Vinto alfine dallo scorno
si decide a dir di sì:
va, s'arruola lì per lì
e un bel bacio in premio ottien.  
 
 
Serie IIª - N. 4
 
Lieto e fier, per ogni canto,
a chi udito ancor non l'ha,
a recar l'annunzio va
della grande decision.
 

Serie IIª - N. 5
 
Non è ancor passato un giorno
e un perfetto bersaglier
fa il suo ingresso nel quartier,
fra gli evviva! e fra gli urrah! 




Serie IIª - N. 6
 
Presto parte..... e della bella
per frenar la commozion
le promette con passion
di tornare vincitor!...


Marcello Dudovich


Marcello Dudovich (Trieste, 21 marzo 1878 – Milano, 31 marzo 1962) è stato un pittore e cartellonista pubblicitario italiano.
Da Trieste si trasferisce a Milano nel 1898, dopo aver fatto le scuole "Reali", istituto d’arte... professionale. Viene assunto come litografo alle Officine Ricordi. Notato dal famoso cartellonista Leopoldo Metlicovitz, viene incaricato di realizzare bozzetti per la pubblicità.
Trasferitosi a Bologna inizia a creare cartelloni pubblicitari, copertine ed illustrazioni per varie riviste (Italia Ride nel 1900 e Fantasio nel 1902), Qui incontra Elisa Bucchi, futura moglie.
All'Esposizione Universale di Parigi del 1900 viene premiato con la Medaglia d'Oro.
Ritorna a Milano alle Officine Grafiche Ricordi nel 1905 per creare nuovi manifesti, tra i più famosi quelli per i magazzini Mele di Napoli e per Borsalino, premiato nel 1911.
Nel 1906 per la celebrazione, il Traforo del Sempione indice un concorso che Dudovich vince, ma il manifesto non verrà stampato.
Nel 1911 è chiamato a Monaco di Baviera (1911), dove sostituisce Reznicek come disegnatore nella redazione di Simplicissimus periodico di satira politica e sociale. Qui sposa Elisa Bucchi, conosciuta durante il soggiorno a Bologna.
A Torino, tra il 1917 ed 1919, crea per il cinema diversi cartelloni e lavora per varie aziende (Carpano, Fiat, Pirelli, Alfa Romeo e le Assicurazioni Generali).
Per La Rinascente di Milano realizza diversi manifesti (tra il 1920 e il 1929) e nel 1922 viene nominato direttore artistico dell'Igap.
Nel 1930 disegna il celebre manifesto per i copertoni Pirelli. Dopo la Prima Guerra Mondiale lascia un po’ da parte l’attività pubblicitaria e si dedica alla pittura.
Muore il 31 marzo 1962 a Milano per emorragia cerebrale.



Rames Gaiba

PINOCCHIO di Eugenio Taccini


Due piccole opere del Maestro Pittore Ceramista Eugenio Taccini, di Montelupo Fiorentino

Pinocchio (2013)
in ceramica; altezza cm. 15 circa, larghe cm. 5-6 circa, lunghe cm. 18 circa

Collezione Rames Gaiba

 
 
 
 
 
 
 
con la loro voluta imperfezione scultorea è frutto della sua fantasia artistica
queste sculture sono state modellate e dipinte  a mano dal maestro Eugenio Taccini e sono firmate di suo pugno.


PINOCCHIO: i pannelli ceramici di Eugenio Taccinihttp://pinocchio-e-pinocchiate.blogspot.it/2013/05/pinocchio-i-pannelli-ceramici-di.html
Eugenio Taccini - Official Web Sitehttp://www.eugeniotaccini.com/eugenio_taccini/home.html

 

PINOCCHIO nella pubblicità (cartoline, etichette)


PINOCCHIO - Cartolina "Aperitivo Pinocchio"
Ill. Lupa, soprannome artistico di Luigi Paradisi - probabilmente anni '20

cm. 9 x 14, fustellata nella parte del busto di Pinocchio.


Retro della cartolina "Aperitivo Pinocchio"
 



Pinocchio: etichetta aperitivo anni '20
illustratore Lupa, soprannome artistico di Luigi Paradisi
 
  
 
L' etichetta misura cm. 13,5x9,2. In perfetto stato di conservazione è stampata su raffinata carta lucida . La seconda immagine è un particolare della scritta centrale che, nei colori della bandiera patria, con versi sorridenti, ci comunica che  la ditta C. Anselmo & C. di Torino (Casa fondata nel 1854) offre un prezioso omaggio: ad ogni bottiglia  del rinomato vermouth sarà unito un esemplare  dell’ amato  burattino.

Se Geppetto a colpo d'occhio,
col suo legno fé Pinocchio
Casa Anselmo, da Torino
ha lanciato il Burattino. 
In regalo a ogni Bottiglia 
del liquore per Famiglia,
Che saltella per il mondo,
il tuo bimbo a far giocondo!
 
 


cartolina postale (1925) - illustratore: A. Ortelli dimensioni: cm. 8,8 x 13,5


 
cartolina "Marmellata Fede" 
illustratore Leopoldo Metlicovitz (1868-1944)
anni '30
dimensioni cm. 14 x 9
Pittore, illustratore, scenografo teatrale e pubblicitario italiano, esponente del liberty.
E' considerato assieme a Marcello Dudovich uno dei padri del moderno cartellonismo italiano.

cartolina Pinocchio, azienda Raffaelli Enrico di Veneri di Pescia (Pistoia)
presumibilmente anni ' 80 - cm. 15 x 9,8  
 
"Antiche tradizioni per riscoprire sapori mantenuti al di là del tempo." 


 
 
Dalla collezione Rames Gaiba

LETTERA A PINOCCHIO, di Albino Luciani


Papa Giovanni Paolo I
Caro Pinocchio,
Avevo sette anni; quando lessi la prima volta le tue Avventure. Non ti so dire quanto mi son piaciute e quante volte poi le ho rilette. In te fanciullo riconoscevo me stesso, nel tuo ambiente il mio ambiente.

Quante volte correvi in mezzo al bosco, attraverso i campi,  sulla spiaggia, sulle strade! E con te correvano la Volpe e il Gatto, il cane Medoro, i ragazzi della battaglia dei libri. Parevano le mie corse, i miei compagni, le strade ed i campi del mio paese.

Andavi a vedere i carrozzoni arrivati in piazza; anch'io. Nicchiavi, torcevi la bocca, mettevi la testa sotto le coperte prima di prendere il bicchiere colla medicina amara; anch'io. La fetta di pane imburrata da tutte e due le parti, il confetto con dentro il rosolio; la "pallina di zucchero" e, in certe occasioni, perfino un uovo, perfino una pera, rappresentavo un "tetto" radioso per te, goloso e pieno di fame; lo stesso era di me.

Anch'io, andando e tornando da scuola, venivo coinvolto nelle "battaglie": a base di palle di neve nella stagione invernale; a base di "cazzotti" e generi affini in tutte le stagioni dell'anno; un pò "incassavo", un po' davo, cercando di pareggiare entrate e uscite e di non piagnucolare con quelli di casa, che, se mi fossi lagnato, mi avrebbero, forse, dato "il resto"!

Adesso tu sei ritornato. Non hai parlato più dalle pagine del libro, ma dal teleschermo; sei, però, rimasto il fanciullo di una volta.

Io, invece, sono invecchiato; mi trovo ormai, se è lecito dir così, dall'altra parte della barricata: non più in te mi riconosco, ma nei tuoi consiglieri: mastro Geppetto, il Grillo parlante, il Merlo, il Pappagallo, la Lucciola, il Granchio, la Marmottina.

Essi hanno tentato, ahimé, non ascoltati, eccettuato il caso del Tonno, di darti dei suggerimenti per la tua vita di fanciullo.

Io tento di darteli per il tuo futuro di ragazzo e di giovanotto. Bada, non tentare neppure di scagliarmi il solito martello, non son disposto a fare la fine del povero Grillo parlante.

***

Hai notato che non ho enumerato tra i "consiglieri" la Fata? Non  mi piace il suo sistema. Inseguito dagli assassini, tu batti disperato alla porta di casa sua; essa si affaccia, viso bianco come immagine di cera, alla finestra, non ti apre e ti lascia impiccare.

Ti libera, è vero, dalla quercia più tardi, ma poi ti gioca il brutto tiro di far entrare nella tua stanza di malato quei quattro conigli neri come l'inchiostro, che portano sulle spalle una piccola bara da morto.

Non basta. Sfuggito per miracolo alla padella del Pescatore verde, tu torni a casa intirizzito, ch'è notte buia e l'acqua viene giù a catinelle. La Fata ti fa trovare la porta chiusa e, dopo tanto tuo disperato battere, ti manda la Lumaca, che impiega nove ore a scendere dal quarto piano e a portarti, mezzo morto che sei di fame, un pane di gesso, un pollastro di cartone e quattro albicocche di alabastro dipinte al naturale.

Ebbene, non si agisce così con i ragazzi che sbagliano, specialmente se essi stanno entrando o sono entrati nella età detta preziosa oppure, alla pari, età difficile, che va dai 13 ai 16 anni e che sarà d'or'innanzi la tua età, Pinocchio.

La proverai: età difficile sia per te che per i tuoi educatori. Non più fanciullo, sdegnerai, infatti, la compagnia, le letture, i giochi dei piccoli; non ancora uomo, ti sentirai incompreso e quasi respinto dagli adulti.

In preda alla fatica del rapido crescere fisico, ti sembrerà di trovarti improvvisamente addosso gambe chilometriche, braccia da Briareo e voce stranamente cambiata e inaudita.

Sentirai, prepotente, la necessità di affermare il tuo io: da una parte, verrai in contrasto con l'ambiente della famiglia e della scuola; dall'altra, entrerai a vele spiegate nella solidarietà delle "bande". Da una parte, esigi indipendenza dalla famiglia; dall'altra, hai fame e sete di essere "accettato" dai coetanei e di dipendere da loro.

Quanta paura di essere diverso dagli altri! Dove va la banda, tu vuoi andare. Dove la banda si ferma, tu vuoi fermarti. Gli scherzi, il linguaggio, i passatempi degli altri, li fai tuoi. Quel che essi indossano, tu indossi: un mese tutti i ragazzi vanno in maglione e blue-jeans; il mese dopo tutti portano giacconi di cuoio, calzoni colorati, lacci bianchi per scarpe nere. In certe cose, anticonformisti; in altre cose, senza che nemmeno vi accorgiate, conformisti al cento per cento.

E di umore mutevole! Oggi sereno e docile com'eri a dieci anni; domani aspro come un fegatoso di settant'anni. Oggi orientato a far l'aviatore, domani deciso a diventar artista di teatro. Oggi audace e spregiudicato, domani timido e quasi ansioso. Quanta pazienza e indulgenza e amore e comprensione dovrà avere con te mastro Geppetto!

C'è di più: diventerai introspettivo, comincerai cioè a guardare dentro te stesso e scoprirai cose nuove: spunterà in te la malinconia, il bisogno di sognare a occhi aperti, il sentimento ed anche il sentimentalismo. Può darsi che, già in terza media o in quarta ginnasio, tu "prenda una cotta", non quella dei chierichetti, ma quella del giovane David Copperfield, che dice: "Io adoro Miss Shepherd. E' una ragazzina con un giubbettino corto, un viso tondo e i capelli ricciuti: in chiesa non posso guardare il mio libro, perché devo guardare Miss Shepherd tra i membri della famiglia reale... in camera mia sono talvolta spinto ad esclamare: "Oh, Miss Shepheard! Perché regalo segretamente a Miss Shepheard dodici noci del Brasile, vorrei sapere? Non sono un simbolo d'affetto... eppure sento che si addicono a Miss Shephard. Anche flosci e insipidi biscotti elargisco a Miss Shephard; e innumerevoli aranci... Miss Shephard è l'unica visione che oervade la mia vita.

"Come mai avviene, dopo qualche settimana, ch'io rompa con lei? Si mormora ch'essa preferisca il signorino Jones... un giorno Miss Shephard fa una smorfia nel passarmi accanto e ride con la propria compagna. Tutto è finito. La devozione di una vita intera è scomnparsa. Miss Shephard esce dalle funzioni religiose del mattino domenicale e la famiglia reale non la riconosce più!".

E' successo a Copperfield, succede a tutti, succederà anche a te, Pinocchio!

***

Ma come ti assisteranno i "consiglieri"?

Per il "fenomeno crescita", tuo nuovo Grilloparlante dovrebb'essere il vecchio Vittorino da Feltre, un pedagogo, che ha tanto amato i ragazzi della tua età e ha dato, nell'educare, enorme importanza agli esercizi fatti all'aria aperta.

L'equitazione, il nuoto, il salto, la scherma, la caccia, la pesca, la corsa, il tirar d'arco, il canto. Egli intendeva, anche con questi mezzi, creare il clima sereno della sua "Casa gioiosa" e dare uno sbocco utile all'esuberanza fisica dei suoi giovani alunni. Egli avrebbe detto volentieri come disse più tardi il Parini:

"Che non può un'alma ardita
se in forti membra ha vita?".

Il tuo amico Tonno poi, che sul suo groppone ti ha portato sano e salvo alla riva appena uscito dal ventre del pescecane, ti potrebbe aiutare, pacato e suasivo com'è, nella prossima sovraccennata crisi per l'autoaffermazione.

Oggi il sogno di voi giovani non è solo l'automobile: voi sognate tutto un parcheggio di auto morali: autoscelta, autodecisione, autogoverno, autonomia; di recente, dei ragazzi hanno fin tentato, a Bolzano, un'autoscuola a conduzione in proprio!

"Giusto, direbbe nella sua pacatezza il Tonno, arrivare all'autodecisione. Ma un po' alla volta, per scalini. Non si può passare bruscamente dalla obbedienza totale di fanciullo alla piena autonomia di adulto. Nè si può usare oggi in tutto il metodo forte di una volta. Man mano che crescerai in età, Pinocchio, crescerà in te il desiderio di autonomia. Ebbene, fa' che cresca, con l'aiuto esterno di bravi educatori, la giusta coscienza dei tuoi diritti e doveri; cresca il senso di responsabilità per usare bene della tanto desiderata autonomia.

Senti come, più di un secolo fa, venivano educati i fratelli Visconti-Venosta, uno, Giovanni, letterato, e l'altro, Emilio, uomo politico del nostro Risorgimento: "Uno dei modi di educazione di mio padre era quello di stare con i suoi figli più che poteva, di esigere da noi una confidenza illimitata, ricambiandocene molta, e di considerarci come persone un po' superiori alla nostra età; così ispirava in noi il sentimento della responsabilità e del dovere. Eravamo trattati da piccoli uomini, cosa che ci lusingava assai; per cui era grande il nostro impegno per tenerci a quel livello".

***

Nel viaggio verso l'autonomia, come quasi tutti i giovani sui 17-20 anni, caro Pinocchio, urterai forse anche tu contro un duro scoglio: il problema della fede.

Respirerai, infatti, obiezioni antireligiose come si respira l'aria a scuola, in fabbrica, al cinema, ecc. Se la tua fede è un mucchio di buon frumento, ci sarà tutto un esercito di topi a prenderlo d'assalto. Se è un vestito, cento mani tenteranno di lacerartelo. Se è una casa, il piccone la vorrà smantellare pezzo per pezzo. Bisognerà difendersi: oggi, della fede si conserva solo ciò che si difende. Per molte obiezioni c'è una risposta persuasiva. Per altre, una risposta esauriente non è ancora stata trovata. Che fare? Non gettar via la fede! "Diecimila difficoltà, diceva Newman, non formano ancora un dubbio".

E tieni presente due cose.

Prima: si deve avre stima di ogni certezza, anche se non è quella matematica evidentissima. Che siano esistiti Napoleone, Cesare, Carlo Magno non è certo come 2+2=4, ma è certo di certezza umana, storica. In questo modo è certo che è esistito il Cristo, che gli Apostoli lo hanno visto morto e poi risuscitato.

Seconda cosa: all'uomo è neccessario il senso del mistero. Di nulla noi sappiamo il tutto, diceva Pascal. So molte cose di me, ma non tutto; non so di preciso, vosa sia la mia vita, la mia intelligenza, il grado della mia salute, ecc.; come posso pretendere di comprendere e sapere tutto di Dio?

Le obiezioni più frequenti le sentirai circa la Chiesa. Ti può forse aiutare una battuta, riferita da Pitigrilli. A Londra, ad Hyde Park, un predicatore predica all'aria aperta, ma è interrotto ogni tanto da un individuo mal pettinato e sporco. - Sono duemila anni che esiste la Chiesa, sbotta ad un tratto l'individuo, e il mondo è ancora pieno di ladri, di adulteri, di assassini! "Avete ragione, rispose il predicatore, sono due milioni di secoli che c'è l'acqua al mondo, e guardate in che stato è il vostro collo!"

In altre parole: ci sono stati dei cattivi papi, dei cattivi preti, dei cattivi cattolici. Ma questo che significa? Che è stato applicato il Vangelo? No, che viceversa, in quei casi, il Vangelo non è stato applicato!

Pinocchio mio, sui giovanotti ci sono due frasi famose. Ti raccomando la prima di Lacordaire. "Abbiate un'opinione e fatela valere!" La seconda è di Clemenceau e non te la raccomando affatto: "Non ha idee, ma le difende con ardore!".

***

Posso tornare a David Copperfield? Il ricordo di Miss Shephard è lontano in lui di qualche anno, ed egli, ormai diciassettenne, si innamora di nuovo; adora questa volta la signorina Larkins. Si sente felice anche se le può fare solo un inchino nella giornata. No ha sollievo se non indossando gli abiti migliori, facendosi lustrare continuamente le scarpe. Sogna: "Oh!, se domattina Larkins padre venisse e mi dicesse: "Mia figlia mi ha detto tutto. Eccole ventimila sterline. Siate felici!"". Sogna la zia che s'intenerisce e benedice il suo matrimonio, ma mentr'egli sogna, la Larkins sposa un coltivatore di luppolo.

Ecco David a terra per due settimane: si toglie l'anello, indossa gli abiti peggiori, non usa più la brillantina, non fa più lucidare le scarpe!

Più tardi è il colpo di folgore con Dora: "Era un essere sovraumano, per me. Era una fata, una Silfide... non so cos'era... tutto quello che nessuno ha mai visto... Fui inghiottito in un abisso d'amore in un solo istante... precipitato, a capofitto, prima di averle potuto dire una sola parola!".

Sono citazioni trasparenti: attraverso ad esse si intravedono i problemi dell'amore e del fidanzamento, al quale bisognerà pure che ti prepari, caro Pinocchio.

In materia, qualcuno propugna oggi una morale largamente permissiva. Pur ammettendo che in passato si è stati un po' troppo rigidi su certi punti, i giovani non devono accettare quella permessività; il loro amore dev'essere con l'A maiuscola, bello come un fiore, prezioso come una gemma e non volgare come un fondo di un bicchiere.

E' opportuno che accettino di imporsi qualche sacrificio e di tenersi lontano da persone, luoghi e divertimenti, che sono ad essi occasioni di male. "Non avete fiducia in me!", tu dici. "Si, abbiamo fiducia, ma non è sfiducia ricordare che tutti siamo esposti a tentazioni; ed è amore togliere dalla tua strada almeno le tentazioni non necessarie!".

Guarda gli automobilisti: trovano il vigile, il semaforo, le strisce bianche, il senso vietato, il divieto di sosta, tutte cose che sembrano, a prima vista, seccature e limiti contro l'automobilista e invece sono a favore dell'automobilista, perchè lo aiutano a guidare con più sicurezza e piacere!

E se avessi una fidanzata, Shephard o Larkins o Dora che sia, un giorno, rispettala! Difendela contro te stesso! Pretendi ch'essa si serbi intatta per te? E' giusto, ma tu fa' altrettanto per lei e non badare a certi amici, che raccontano le loro "prodezze", vantandosi e credendo di essere "brillanti" per le loro avventure donnesche. "Brillante" e forte è l'uomo, che sa conquistare se stesso e s'inserisce nella schiera dei giovani, che sono l'aristocrazia delle anime. Finchè si è fidanzati, l'amore deve procurare non tanto il piacere sensuale quanto la gioia spirituale e sensibile, perché manifestato in maniera affettuosa si, ma corretta e degna!

Consigli paralleli vengono impartiti all'altra parte, supposto che sappia sopportare "prediche".

Cara Dora (o signorina Larkins o Shephard che sia), le dice sua madre, lascia che ti ricordi una legge biologica. La ragazza, di solito, ha maggiore dominio su sé che il ragazzo nel settore sessuale. Se l'uomo è più forte fisicamente, la donna lo è spiritualmente. Parrebbe perfino che Dio abbia deciso di fare dipendere la bontà degli uomini da quella della donna: domani dipenderanno un po' da te. L'anima del marito e dei figli; oggi quella dei tuoi amici e del tuo innamorato. Devi pertanto avere buonsenso per due e sapere in certe cose dire di no, anche quando tutto parrebbe invitare a dire di sì. Il fidanzato stesso, se è buono, nei suoi migliori momenti, te ne sarà grato e dirà a se stesso: "La mia Dora ha avuto ragione: essa ha una coscienza e le obbedisce: domani mi sarà fedele!". La fidanzata troppo facile, invece, non dà la stessa garanzia e corre il rischio di gettare sin d'ora, con una acquiscenza troppo spregiudicata, semi pericolosi, da cui spunteranno in avvenire gelosie e sospetti da parte del marito".

Qui mi fermo, Pinocchio, ma non dire adesso che era fuor di posto parlare di Dora. Fanciullo, hai avuto la Fata, prima come sorella poi come mamma. Adolescente e giovanotto, una Fata accanto a te, non può essere che una fidanzata e una sposa. A meno che tu non ti faccia frate!

Ma non te ne vedo la vocazione!

Giugno 1972

(Albino Luciani)

----
Il Card. Albino Luciani (Patriarca di Venezia, e futuro Papa Giovanni Paolo I) ha scritto varie lettere a "Personaggi" famosi. Qui ho riportato, integralmente, quella indirizzata a Pinocchio.

Cresciuti, i "Pinocchi" d'oggi i bambini dovranno vedersela con i problemi dell'amore. In materia taluni propongono una larga permissività, ma i giovani non devono accettarla: il loro amore deve essere bello come un fiore.