Pinocchio: cartoline italiane a tema Natale


Presento qui una serie di cartoline a tema Natale (tutte non scritte e viaggiate) che fanno parte della collezione di Rames Gaiba.


Elegante signora con albero e bimbi, giocattoli e pupazzo di Pinocchio (1919)


Pinocchio - illustratore Castelli (1927)
cm. 9x14



Bambino con Babbo Natale carico di giocattoli - anni '30
cm. 9x14
  
Angeli con giocattoli e Pinocchio, rilievi in oro - anni '30
cm. 9x14  

 PINOCCHIO - BUON NATALE (s.d.)
cartolina; cm. 9x14



Pinocchio - illustratore Bonfanti (1944)


Cartolina anni '40


Cartolina - vera fotografia (fotocelere - Torino), 1942 - XX 

PINOCCHIO - illustratore Neviani (anni '50)
banane, funghi, nel cesto con i regali Pinocchio
BUON NATALE CON BIMBO E PINOCCHIO
Vecchia cartolina (s.d., ma probabilmente 1953)
  firmata da Giuseppe MINCATO, noto pittore di Schio (VI)




Rames GAIBA



PINOCCHIO: i pannelli ceramici di Eugenio Taccini


L'opera rappresenta la straordinaria capacità della tradizione artigianale italiana e testimonia il felice incontro delle ceramiche dell'artista di Montelupo con il burattino creato oltre un secolo fa dal falegname Geppetto, per narrare la fiaba di Pinocchio e dei suoi personaggi.





Mi ha accompagnato per tanti anni il desiderio di affrontare, con il mio lavoro, il personaggio di Pinocchio; il mistero dell'inesauribile affetto che tutti nutriamo per lui; la verità della visione di pensieri semplici e chiari che tante situazioni diverse della vita ci donano.
Non riuscivo, però, a decidermi: temevo la mia superbia, non mi sentivo in quella decisiva condizione d'animo e di mente che ti fa essere sicuro, di fronte al cimento che richiede l'impegno di tutto te stesso, di esserne lontano.
Dedicarmi agli "arlecchini" da una vita, fino da quel giorno molto lontano in cui, scavando in casa del nonno per dei lavori, me ne vennero in mano alcuni frammenti, ha finito per tener viva, praticamente ogni giorno, la mia passione per Pinocchio. Quelle loro caratteristiche di folgorante evidenza e di formidabile forza comunicativa, che stupiscono per primo chi li esegue, mi facevano sentire, ad un tempo, ad un passo dal burattino di legno e di fronte ad un salto forse impossibile.
Ho fatto anche tante maschere, su sfondi toscani del mio vissuto e in linea con una tradizione artistica che tanto ha dato ad una serena comprensione delle difficoltà del vivere.
Qualche anno fa ho capito. Quel mio girare intorno a Pinocchio doveva finire. Dovevo uscire dal circolo e, anche grazie a preziosi amici vecchi e nuovi, sono riuscito a farlo.
Voglio ringraziarli, questi amici, non ultimi, naturalmente, tutti coloro che hanno reso possibile questa pubblicazione. Ringraziarli caramente, con un inestimabile dono di Collodi, il brano seguente del suo Pinocchio che mi ha danzato dentro fino a sfinirmi, e che oggi è il vessillo della mia gioia.
- In questo caso - gridò fieramente Pinocchio, rizzandosi e gettando via il suo berretto di midolla di pane - in questo caso conosco qual è il mio dovere. Avanti, signori giandarmi! Legatemi e gettatemi là fra quelle fiamme. No, non è giusta che il povero Arlecchino, il vero amico mio, debba morire per me!...
Alla notizia della grazia ottenuta, i burattini corsero tutti sul palcoscenico e, accesi i lumi e i lampadari come in una serata di gala, cominciarono a saltare e a ballare. Era l'alba e ballavano sempre.


Eugenio Taccini   





Geppetto e il legno




Fugge di casa



I piedi bruciati


Il burattinaio


La quercia dell'impiccato


La cena all'osteria


Pinocchio accusa la volpe


Pinocchio in fondo al mare 


L'abbecedario 


Pinocchio con il cavallo rosso 


Pinocchio e il serpente


La frittata 


La colazione

In bocca al pescecane 


Le orecchie d'asino 

  
Pinocchio e il giudice 


In padella  


Sul tonno

Verso il paese dei balocchi 


Il domatore


Naso lungo


La medicina

 
Guardando la balena

 
Al posto di Melampo 


Eugenio e il carabiniere 


I musici 


Pinocchio bambino 


PINOCCHIO in ferro battuto


Vi presento qui dei Pinocchi in ferro battuto
dalla mia collezione Rames Gaiba.


Pinocchio, anni '50 - (foto 1)
provenienza sud Italia (Sicilia?)



Pinocchio, anni '50 - (foto 21)
provenienza sud Italia (Sicilia?)
e probabilmente stesso autore foto 1

 
 Pinocchio, anni '50 - (foto 3)
provenienza sud Italia (Sicilia?)
e probabilmente stesso autore foto 1
Pinocchio dello scultore Giorgio Moretti, di Rimini
fu acquistato nella sua bottega a San Leo


Pinocchio dell'artigiano del ferro T. Aguzzi (1962)
provenienza Veneto

Pinocchio: Marcello Dudovich (1918) - "Zenit" II Serie


Pinocchio "Zenit" Serie II - Anno 1918
Illustratore: Marcello Dudovich (1878-1962)
Edizioni d'Arte F. Polenghi e C. Torino
Serie completa di 6 cartoline, dimensione cm. 14 x 9 non viaggiate e scritte.
Fa parte della collezione Rames Gaiba  



Serie IIª - N. 1

È Pinocchio innamorato
come un gatto di Lelè
ohe lo sgrida ognor perché
il soldato non vuol far.


Serie IIª - N. 2

Disperato, il poverino
piange e implora un po' d'amor:
sarà vano il suo dolor
se alla guerra ei non andrà!...


Serie IIª - N. 3

Vinto alfine dallo scorno
si decide a dir di sì:
va, s'arruola lì per lì
e un bel bacio in premio ottien.  


Serie IIª - N. 4

Lieto e fier, per ogni canto,
a chi udito ancor non l'ha,
a recar l'annunzio va
della grande decision.


Serie IIª - N. 5

Non è ancor passato un giorno
e un perfetto bersaglier
fa il suo ingresso nel quartier,
fra gli evviva! e fra gli urrah! 



Serie IIª - N. 6

Presto parte..... e della bella
per frenar la commozion
le promette con passion
di tornare vincitor!...


Marcello Dudovich


Marcello Dudovich (Trieste, 21 marzo 1878 – Milano, 31 marzo 1962) è stato un pittore e cartellonista pubblicitario italiano.
Da Trieste si trasferisce a Milano nel 1898, dopo aver fatto le scuole "Reali", istituto d’arte... professionale. Viene assunto come litografo alle Officine Ricordi. Notato dal famoso cartellonista Leopoldo Metlicovitz, viene incaricato di realizzare bozzetti per la pubblicità.
Trasferitosi a Bologna inizia a creare cartelloni pubblicitari, copertine ed illustrazioni per varie riviste (Italia Ride nel 1900 e Fantasio nel 1902), Qui incontra Elisa Bucchi, futura moglie.
All'Esposizione Universale di Parigi del 1900 viene premiato con la Medaglia d'Oro.
Ritorna a Milano alle Officine Grafiche Ricordi nel 1905 per creare nuovi manifesti, tra i più famosi quelli per i magazzini Mele di Napoli e per Borsalino, premiato nel 1911.
Nel 1906 per la celebrazione, il Traforo del Sempione indice un concorso che Dudovich vince, ma il manifesto non verrà stampato.
Nel 1911 è chiamato a Monaco di Baviera (1911), dove sostituisce Reznicek come disegnatore nella redazione di Simplicissimus periodico di satira politica e sociale. Qui sposa Elisa Bucchi, conosciuta durante il soggiorno a Bologna.
A Torino, tra il 1917 ed 1919, crea per il cinema diversi cartelloni e lavora per varie aziende (Carpano, Fiat, Pirelli, Alfa Romeo e le Assicurazioni Generali).
Per La Rinascente di Milano realizza diversi manifesti (tra il 1920 e il 1929) e nel 1922 viene nominato direttore artistico dell'Igap.
Nel 1930 disegna il celebre manifesto per i copertoni Pirelli. Dopo la Prima Guerra Mondiale lascia un po’ da parte l’attività pubblicitaria e si dedica alla pittura.
Muore il 31 marzo 1962 a Milano per emorragia cerebrale.


Rames Gaiba
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